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Farmaci, dall'industria sanitaria per l'uomo sano?
 

FARMACI: INDUSTRIA DELLA SALUTE ?

 

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A) test in vitro e in vivo (vivisezione) sugli animali – essa è una pratica grossolana, erronea e fallace; gli animali pur essendo istologicamente simili all’uomo non lo sono dal punto di vista genetico, in essi la malattia viene indotta in maniera artificiale, cruenta e non sorgendo naturalmente si riproduce il sintomo e non la malattia vera e propria.

Per ogni sostanza viene valutato l’effetto teratogeno, cioè la possibilità di provocare negli animali malformazioni fetali.

B) Test su individui volontari sani - il volontario è sano per definizione, il suo metabolismo è sano non malato, questo test non può fornire a priori informazioni sui danni cronici e sulle possibili conseguenze che a lungo termine si ha sull’uso dei farmaci.

C) Test su individui malati – tali individui vengono sottoposti ad una sperimentazione che prende il nome di “doppio cieco” in essa al paziente viene somministrata una sostanza che il medico stesso non sa se si tratta del farmaco (oggetto della sperimentazione) oppure di una sostanza “placebo” cioè priva di qualsiasi effetto terapeutico.
Questa prova è finalizzata alla determinazione dell’efficacia della nuova sostanza.
 

Il Beagle è la razza canina considerata dalla scienza (in quanto avente caratteristiche ideali) idonea per la sperimentazione.

 


<continua>